Soccorso Alpino: un bilancio tra numeri, criticità e innovazione

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Montagna. Nel recente report  pubblicato dal Soccorso Alpino e Speleologico dell’Alto Adige C.N.S.A.S ODV relativo agli interventi del 2024, emerge  un quadro preciso della crescente frequentazione della montagna e dei rischi connessi. Negli ultimi anni, il turismo montano ha registrato un incremento significativo, con sempre più persone che si avventurano su sentieri, pareti rocciose e piste innevate. Se da un lato questa tendenza ha favorito la conoscenza e la valorizzazione dell’ambiente alpino, dall’altro ha portato a un aumento degli incidenti e delle richieste di soccorso. Il fascino della montagna si accompagna a pericoli spesso sottovalutati, rendendo fondamentale il ruolo delle squadre di emergenza pronte a intervenire in qualsiasi condizione.

Soccorso alpino in Alto Adige: un 2024 di interventi e sfide

Secondo i dati del report, il 2024 si conferma un anno caratterizzato dall’intenso impegno operativo dei soccorritori. Con 1.291 interventi effettuati dai volontari, l’anno appena trascorso ha ribadito l’importanza della prontezza e della professionalità di questa organizzazione, che opera capillarmente su tutto il territorio altoatesino. A fronte di una leggera diminuzione del numero degli interventi rispetto al 2023, analizzando i dati in un range più ampio è possibile notare come dal 2020 (1229) in poi si registri una crescita costante.

Andamento degli interventi in Alto Adige dal 2004 ad oggi (Fonte elaborazione Soccorso Alpino e Speleologico dell’Alto Adige C.N.S.A.S ODV)

Riguardo al numero di soccorritori, il Soccorso Alpino dell’Alto Adige conta 617 soccorritori tra guide alpine, volontari e specialisti, distribuiti in 21 stazioni alpine e una stazione speleologica. La loro preparazione consente di operare in un contesto geografico complesso, garantendo assistenza a escursionisti, alpinisti e sportivi di lingua italiana, tedesca e ladina.
Gli interventi maggiori riguardano l’escursionismo, con oltre 500 operazioni registrate nel 2024, concentrate soprattutto nei mesi estivi, quando l’afflusso turistico è maggiore. Seguono i soccorsi sulle piste da sci (quasi 200), quelli legati alla mountain bike (poco più di 100) e, con un numero più contenuto, quelli per alpinisti (circa una trentina). A dispetto di quanto si potrebbe pensare, la maggior parte degli incidenti non riguarda le attività più estreme, bensì discipline più diffuse come l’escursionismo e lo sci, spesso praticate senza la necessaria preparazione.

Il bilancio degli interventi: tipologie e criticità

Nel 54% dei casi, i soccorritori hanno assistito persone in condizioni vitali mantenute, mentre il 30% degli interventi ha riguardato escursionisti rimasti illesi. Tuttavia, il 3% degli incidenti ha avuto esito fatale e il 2% ha coinvolto situazioni di pericolo di vita immediato.
L’elisoccorso si è rivelato fondamentale, impiegato nel 25% delle operazioni per raggiungere le aree più impervie in tempi rapidi. Per quanto riguarda la nazionalità delle persone soccorse, la maggioranza è italiana (684), seguita da tedesca (331) e austriaca (44), riflettendo la tipica composizione del turismo in Alto Adige.
A livello nazionale, il Soccorso Alpino ha registrato nel 2024 un lieve calo nel numero di decessi rispetto agli anni precedenti, con 466 vittime e 118 persone dichiarate disperse. Sebbene questo possa sembrare un segnale positivo, non è ancora chiaro se si tratti di una tendenza consolidata. Nel complesso, i tecnici volontari hanno partecipato a 12.000 missioni di soccorso, assistendo 11.789 persone.

Come in Alto Adige, l’escursionismo è l’attività con il maggior numero di incidenti (44%), seguita dallo sci (14%) e dalla mountain bike (6,8%). Le regioni con più interventi sono Piemonte (15,9% del totale), Valle d’Aosta (14,3%) e provincia di Trento (11,7%). Tra le principali cause di infortunio, quasi il 50% dei casi è dovuto a cadute o scivolate, seguite da scarsa esperienza e malori improvvisi.
Negli ultimi anni, il crescente afflusso di persone in montagna ha reso il tema della sicurezza sempre più rilevante. L’aumento degli incidenti non è necessariamente indice di maggiore pericolosità della montagna, ma piuttosto di una frequentazione più ampia, spesso da parte di persone con poca preparazione. A questo si aggiunge l’impatto del cambiamento climatico, che sta rendendo le condizioni meteorologiche più instabili, con temporali improvvisi e temperature più alte che influenzano la stabilità del terreno e la percorribilità dei sentieri.

Tecnologia e prevenzione: l’evoluzione del soccorso in alta montagna

Per rispondere a queste nuove sfide, i soccorritori stanno puntando sempre più su innovazione e tecnologia. I droni vengono utilizzati per individuare i dispersi con maggiore rapidità e sicurezza, mentre applicazioni come GeoResQ, sviluppata in collaborazione con il Club Alpino Italiano, consentono di geolocalizzare gli escursionisti in difficoltà e facilitare l’invio di richieste di aiuto. La montagna resta un ambiente affascinante ma imprevedibile. La consapevolezza, la preparazione e il rispetto delle condizioni atmosferiche sono elementi fondamentali per un’esperienza in sicurezza. Nel frattempo, il lavoro instancabile dei volontari del continua a garantire interventi tempestivi ed efficaci, spesso in condizioni estreme, confermandosi un elemento chiave per la sicurezza di chi vive e ama la montagna.

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